Egitto, tensione e scontri in aula. Il processo a Morsi slitta a gennaio
Dopo una mattinata all’insegna della tensione, la prima udienza del processo al deposto presidente dell’Egitto, Mohammed Morsi, è ripresa giusto in tempo per essere nuovamente rinviata al prossimo 8 gennaio. I lavori infatti erano stati già interrotti due volte nel corso della mattinata, quando, appena arrivato in aula, l’ex presidente aveva rifiutato qualsiasi difesa al processo a suo carico rifiutando perfino di indossare la divisa dei detenuti.

Dopo una mattinata all’insegna della tensione, la prima udienza del processo al deposto presidente dell’Egitto, Mohammed Morsi, è ripresa giusto in tempo per essere nuovamente rinviata al prossimo 8 gennaio.
I lavori infatti erano stati già interrotti due volte nel corso della mattinata, quando, appena arrivato in aula, l’ex presidente aveva rifiutato qualsiasi difesa al processo a suo carico rifiutando perfino di indossare la divisa dei detenuti. "Sono il dottor Mohammed Morsi, il presidente della Repubblica. Sono il presidente legittimo dell'Egitto. Mi rifiuto di essere giudicato da questa Corte". Slogan e scontri verbali sono a quel punto scoppiati in aula costringendo il giudice a dover interrompere l’udienza per la seconda volta.
Al termine dell’udienza Morsi è stato trasferito in elicottero nel carcere di Burj al Arab e non nel carcere di Tora, quello che lo aveva ospitato negli ultimi mesi e dove sono ancora detenuti gli altri capi dei Fratelli Musulmani, sotto processo insieme a lui per la repressione delle manifestazioni avvenute lo scorso dicembre al palazzo presidenziale di al Ittihadiya, al Cairo.
Stupore aveva destato la decisione di spostare la sede del processo dal carcere di Tora all’accademia di polizia di Nasr City al Cairo. La decisione è stata presa a poche ora dal via dei lavori e l’annuncio è stato fatto ieri sera nel corso di una conferenza stampa convocata dalle autorità del Cairo per spiegare i provvedimenti adottati in vista del processo. “Al momento – si legge in un editoriale apparso sul’emittente Al Jazeera – non sono state date giustificazioni per questa decisione, ma il ministro dell’Interno Mohamed Ibrahim, ha parlato di ragioni di sicurezza”.
I militanti dei Fratelli Musulmani hanno infatti manifestato davanti alla sede della Corte Costituzionale durante le ore in cui stava svolgendo il processo. Secondo quanto riferisce l''emittente televisiva "al Arabiya", la manifestazione è stata promossa contro il processo al deposto presidente, mentre l''emittente televisiva libanese "al Maiadin", ha riferito che causa di questa manifestazione di protesta le autorità del Cairo hanno deciso di sgomberare la sede della Corte costituzionale chiedendo ai loro impiegati di lasciare gli uffici.
Un' analoga manifestazione si è svolta sempre questa mattina davanti alla sede dell''accademia di polizia, dove si trovava Morsi. Momenti di tensioni si sono registrati, in particolare quando alcune troupe televisive sono state aggredite, ma non è stato necessario l''intervento della polizia. I militanti dei Fratelli musulmani hanno inoltre assaltato la sede del sindacato dei giornalisti egiziani al Cairo, non lontano dal tribunale della citta'' dove protestavano contro il processo a carico di Morsi. I manifestanti, che scandivano slogan contro i giornalisti, hanno distrutto la porta d''ingresso e i vetri delle finestre del sindacato, costringendo la sicurezza privata della sede dei giornalisti a intervenire, catturando due militanti islamici
I lavori infatti erano stati già interrotti due volte nel corso della mattinata, quando, appena arrivato in aula, l’ex presidente aveva rifiutato qualsiasi difesa al processo a suo carico rifiutando perfino di indossare la divisa dei detenuti. "Sono il dottor Mohammed Morsi, il presidente della Repubblica. Sono il presidente legittimo dell'Egitto. Mi rifiuto di essere giudicato da questa Corte". Slogan e scontri verbali sono a quel punto scoppiati in aula costringendo il giudice a dover interrompere l’udienza per la seconda volta.
Al termine dell’udienza Morsi è stato trasferito in elicottero nel carcere di Burj al Arab e non nel carcere di Tora, quello che lo aveva ospitato negli ultimi mesi e dove sono ancora detenuti gli altri capi dei Fratelli Musulmani, sotto processo insieme a lui per la repressione delle manifestazioni avvenute lo scorso dicembre al palazzo presidenziale di al Ittihadiya, al Cairo.
Stupore aveva destato la decisione di spostare la sede del processo dal carcere di Tora all’accademia di polizia di Nasr City al Cairo. La decisione è stata presa a poche ora dal via dei lavori e l’annuncio è stato fatto ieri sera nel corso di una conferenza stampa convocata dalle autorità del Cairo per spiegare i provvedimenti adottati in vista del processo. “Al momento – si legge in un editoriale apparso sul’emittente Al Jazeera – non sono state date giustificazioni per questa decisione, ma il ministro dell’Interno Mohamed Ibrahim, ha parlato di ragioni di sicurezza”.
I militanti dei Fratelli Musulmani hanno infatti manifestato davanti alla sede della Corte Costituzionale durante le ore in cui stava svolgendo il processo. Secondo quanto riferisce l''emittente televisiva "al Arabiya", la manifestazione è stata promossa contro il processo al deposto presidente, mentre l''emittente televisiva libanese "al Maiadin", ha riferito che causa di questa manifestazione di protesta le autorità del Cairo hanno deciso di sgomberare la sede della Corte costituzionale chiedendo ai loro impiegati di lasciare gli uffici.
Un' analoga manifestazione si è svolta sempre questa mattina davanti alla sede dell''accademia di polizia, dove si trovava Morsi. Momenti di tensioni si sono registrati, in particolare quando alcune troupe televisive sono state aggredite, ma non è stato necessario l''intervento della polizia. I militanti dei Fratelli musulmani hanno inoltre assaltato la sede del sindacato dei giornalisti egiziani al Cairo, non lontano dal tribunale della citta'' dove protestavano contro il processo a carico di Morsi. I manifestanti, che scandivano slogan contro i giornalisti, hanno distrutto la porta d''ingresso e i vetri delle finestre del sindacato, costringendo la sicurezza privata della sede dei giornalisti a intervenire, catturando due militanti islamici